Presepe Vivente Agerola

Storia

La tradizione del Presepe Vivente ad Agerola nasce nel 1975 quando il Reverendissimo Parroco Monsignor Andrea Gallo con un gruppo di giovani, molto attivi nella Parrocchia di San Martino Vescovo di Campora, rappresentarono, a Natale, l’evento della nascita di Gesù, in forma recitata, nella Chiesa della Madonna di Loreto. Monsignor Andrea Gallo considerò che l’iniziativa dovesse essere innanzitutto volta a rafforzare nei fedeli la contemplazione del Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, e, per una viva testimonianza di fede, deponeva lui stesso Gesù Bambino nella mangiatoia, dopo la benedizione.

Verso la metà degli anni ’80, in seguito ai lavori di ristrutturazione della Chiesa della Madonna di Loreto, Monsignor Andrea Gallo, con la collaborazione dell’ A.C.R. di Campora e di alcuni parrocchiani, scelse di rappresentare il Presepe Vivente nella piazza antistante la Chiesa della Madonna delle Grazie, per diffondere ulteriormente la conoscenza del “Mistero dell’Amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della Grotta di Betlemme” a tutti i cristiani della comunità, in un periodo storico importante, che mostrava già la progressiva evoluzione e i mutamenti della società civile. Una voce esterna narrava i fatti salienti della nascita di Gesù, la visita dei pastori e dei re magi e recitava i dialoghi mimati dai personaggi.

Negli anni ’90 l’interesse crescente e l’incremento della partecipazione all’evento, portarono alla scelta di un luogo più ampio per la rappresentazione. Fu scelto l’alveo bonificato del torrente Penise nel tratto in cui è attraversato dal ponte stradale, dal quale gli astanti potevano avere una bellissima panoramica sul suggestivo anfratto. Il presepe venne animato anche da altri personaggi che svolgevano le occupazioni tipiche della vita quotidiana del tempo.

Dato il rinnovato entusiasmo per questo evento e con il desiderio vivo degli organizzatori di coinvolgere ancor di più il pubblico si pensò, dopo alcuni anni, di ampliare il Presepe, realizzando un percorso da poter attraversare in gruppi, esplorandone angoli, casolari e antichi casali, arredati con elementi tipici dell’ artigianato locale, in cui i figuranti si affaccendavano in antichi mestieri, in attività contadine e domestiche, utilizzando gli strumenti egli attrezzi in uso sino agli inizi del ’900, testimonianze di arti in parte perdute oppure che si tramandano ancora oggi di padre in figlio. Il culmine del percorso è da sempre la lucente gioia che sprigiona la Grotta della Natività.
Il rinnovato impegno degli organizzatori non era finalizzato a un mero effetto scenografico ma a coinvolgere ancor più i visitatori nel Mistero dell’Incarnazione, affinché si mutassero da spettatori a parte attiva dei passi del Vangelo, fino ad addentrarsi nel cuore del vero messaggio del Natale.
Il nuovo allestimento portò, inoltre, al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni rurale, antropologiche e culturali di Campora, delle memorie storiche e contadine, delle antiche arti e mestieri del luogo. I figuranti, nei panni dei pastori dell’artistico presepe del ’ 700 napoletano, diventarono così anche testimoni del patrimonio artistico e gastronomico locale, mostrando le fasi della lavorazione a mano del fior di latte, del maiale, del pane agerolese, delle tipiche zeppole natalizie.

Per alcuni anni il Presepe Vivente divenne itinerante, con la scelta ogni volta di luoghi diversi che preservassero incantevoli angoli nascosti, antichi edifici, tesori semisconosciuti agli stessi abitanti di Agerola, coinvolgendo quindi man mano tutta la comunità della frazione di Campora, che offre molti angoli suggestivi e ricchi di fascino.
Grazie alla dedizione del nuovo Parroco Don Giuseppe Milo, all’impegno degli organizzatori e dei partecipanti, i mesi che precedono l’atteso evento fervono, ancora oggi, per i preparativi per gli allestimenti. Nei luoghi prescelti si ricrea una riproduzione quanto più fedele dell’epoca della Nascita di Gesù, utilizzando elementi naturali e illuminando il percorso con la luce soffusa di fiaccole e candele.
L’atmosfera del Presepe Vivente cattura i visitatori, ovunque si respira l’aria di un tempo di pace e di serena attesa. Con lo scorrere degli anni la rappresentazione si è arricchita di nuovi personaggi interpretati da persone delle altre frazioni di Agerola e il numero dei bambini è aumentato: oggi tra i partecipanti ci sono le seconde e terze generazioni degli “attori” degli esordi e il Presepe è divenuto una grande famiglia.

In ogni uscio, in ogni campo, in ciascun angolo del Presepe si svolge una scena di vita vissuta: donne affaccendate ai fornelli di antiche cucine e fornaci, forni a legna da cui si sprigiona il profumo del pane appena cotto, spianatoie sui tavoli coperti di pasta fatta a mano e gnocchi; donne che filano, tessono, ricamano morbide trine; l’allegro vociare del mercato con i venditori di frutta, di verdure e stoffe; sulle soglie delle antiche case agerolesi gli impagliatori intenti ad intrecciare sedie e canestri, all’ombra di archi e nelle botteghe continuano le loro opere scultori di pietre e vasai, fabbri, intagliatori e falegnami, macellai e vignaioli; i pescatori attendono con le reti tirate lungo il fiume e le lavandaie risciacquano i panni tenuti a bagno nella “cavura” di cenere. In un cantuccio, a scorgerlo bene, riposa Benino.
In un luogo appartato della campagna si trova la tenda dei Tre Re Magi in viaggio con i loro servitori, per rendere omaggio al piccolo Gesù. Nei pressi si trovano dei contadini intenti nei lavori agricoli e un gruppo di pastori con il loro gregge e gli animali da soma.
Si giunge infine al luogo più semplice del Presepe, dove un bimbo, adagiato in una mangiatoia, scelto tra i primogeniti dell’anno, rappresenta Gesù Bambino. Qui tutti i visitatori si soffermano, assorti, a contemplare la tenera e dolce scena della Sacra Famiglia per poi riportare nelle loro case, riponendo nel proprio cuore, l’emozione appena vissuta.

In seguito ai lavori di recupero e alla ristrutturazione del sentiero lungo l’alveo del Penise si è pensato di utilizzare questo luogo evocativo per inscenare il Presepe Vivente e si è dedicata maggior cura alla rappresentazione e alla narrazione delle scene principali della Natività.
Una voce, emozionante e coinvolgente, narra gli avvenimenti principali: l’Annunciazione a Maria a Nazareth, la visita di Maria alla cugina Elisabetta sino al concepimento di Giovanni, l’annuncio a Giuseppe, il viaggio verso Betlemme per il primo censimento, la Nascita di Gesù Cristo, l’Adorazione dei pastori avvertiti del Mistero dall’ Angelo, l’annuncio ai re Magi e l’Adorazione e, infine, la visita di tutti i personaggi del Presepe sulle note di “Tu Scendi dalle Stelle” composta da Sant’Alfonso Maria dei Liguori nel 1754, ispirata probabilmente dal suo pellegrinaggio sui Monti Lattari.
Il Messaggio del Mistero della Rivelazione di Dio attraverso suo Figlio, è diventato ancora più forte grazie alle parole di sua Eccellenza il Reverendissimo Vescovo Monsignor Orazio Soricelli della Diocesi di Amalfi- Cava dei Tirreni che è giunto a portare la sua di testimonianza di fede presso il Presepe Vivente di Campora, benedicendo infine tutti i partecipanti.

Per infondere alle successive edizioni del Presepe Vivente, divenuto uno degli eventi principali delle rappresentazioni religiose di Agerola, un’adeguata organizzazione, nel 2016 alcuni giovani della parrocchia hanno costituito un comitato con l’obiettivo di proteggere le tradizioni culturali e religiose che si tramandano dai nonni ai nipoti, con la finalità di non fare spegnere nei cuori di tutti la luce della Natività, in contrapposizione a una società moderna come la nostra in cui si pensa spesso al consumismo e agli auguri virtuali e alle foto rubate sui social o a quella di auguri più bella. Il comitato è nato con il fine di stare insieme e vivere un momento religioso intenso, ovvero la nascita di Gesù, pensando all’amore della grotta che deve esserci anche in ogni casa e famiglia e nella comunità come se fossimo tutti parte di un grande presepe vivente.

Parrocchia San Martino Vescovo

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